Quartieri 

Rimessa Staglieno, il comitato alza la voce: «Funivia sul tetto e parcheggi sopra l’officina», esplode la protesta in Val Bisagno

Il Comitato di via Vecchia accusa il Comune di avere messo da parte gli impegni presi in campagna elettorale e teme nuove ricadute su traffico, rumore e qualità della vita in un quartiere già segnato dagli espropri

Torna a salire la tensione attorno al futuro della mobilità in Val Bisagno. Con un comunicato, il Comitato di via Vecchia e Strade Limitrofe chiama in causa la sindaca Silvia Salis dopo la pubblicazione dello studio elaborato dal Politecnico di Milano, sostenendo che il documento finisca per confermare uno scenario molto diverso da quello che i residenti si aspettavano dopo gli impegni assunti in campagna elettorale.

Il nodo principale riguarda il progetto della rimessa di Staglieno. Secondo il comitato, durante la corsa elettorale era stato sottoscritto un impegno a modificare l’impostazione attuale, collocando il parcheggio di interscambio all’interno della futura officina e non su due piani sopra l’edificio. Dallo studio, invece, emergerebbe non soltanto la conferma dei due livelli di parcheggio, ma anche la possibilità di inserire sul tetto dello stabile la stazione della funivia. Una prospettiva che i residenti giudicano molto pesante per un’area già densamente abitata e segnata da un traffico intenso.

Nel mirino finisce anche il possibile impatto acustico dell’opera. Il comitato osserva che, a fronte dell’ipotesi di cabine in arrivo e in partenza ogni 30 secondi tra le 6 e le 23, non sarebbe stato effettuato uno studio adeguato sull’inquinamento sonoro. È uno dei punti che alimentano la contrarietà dei residenti, convinti che il quartiere rischi di sopportare un ulteriore peggioramento senza un confronto pubblico vero sulle alternative.

Nel comunicato viene chiarito anche un altro passaggio politico: i comitati, si legge, non chiedono l’”opzione zero”, ma si aspettavano un dibattito reale e un percorso condiviso per individuare la soluzione migliore per il territorio. Al contrario, denunciano di trovarsi di fronte a uno studio vissuto come l’ennesimo progetto calato dall’alto, con la possibilità per i cittadini di presentare semplici osservazioni che potranno poi essere accolte oppure respinte dall’amministrazione.

La critica, quindi, non si ferma al merito tecnico dell’intervento, ma investe anche il metodo. Per il Comitato di via Vecchia e Strade Limitrofe, la valle si aspettava un percorso partecipato autentico e non una consultazione limitata a correzioni marginali su un progetto già sostanzialmente definito dal Comune. Un’impostazione che, secondo i residenti, rischia di incrinare ulteriormente il rapporto di fiducia con Palazzo Tursi.

A chiudere il documento è un allarme netto sul futuro del quartiere. Il tessuto sociale di via Vecchia, si sottolinea, sarebbe già stato profondamente segnato dagli espropri e l’eventuale trasformazione dello studio in progetto definitivo potrebbe peggiorare in modo significativo la qualità della vita degli abitanti.


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